Perché i miei collaboratori non prendono mai iniziative?
Devo sempre dirgli io cosa fare.
È una considerazione che sovente (molto sovente) incontro quando lavoro con le piccole imprese.
Chiaro, per l’imprenditore la situazione diventa frustrante.
Prima però di concludere frettolosamente che il problema sono le persone orse vale la pena buttare un occhio anche sull’organizzazione.
Perché se per ogni questione, anche la più piccola o la più banale, un collaboratore deve chiedere al titolare:
- “Cosa devo fare?”
- “Posso decidere io?”
- “Come mi devo comportare?”
- “Va bene se procedo così?”
forse non siamo soltanto di fronte a un problema di motivazione o di iniziativa.
Abbiamo forse un problema di responsabilità e delega?
Se una persona ha una responsabilità, ma non ha sufficiente autonomia per esercitarla, è abbastanza naturale che impari ad aspettare.
Se ogni decisione viene sistematicamente riportata al titolare, l’organizzazione finisce per costruire una dipendenza dal titolare.
E si crea il celeberrimo circolo vizioso:
il titolare decide tutto → le persone decidono poco → il titolare pensa di non potersi fidare → accentra ancora di più.
A quel punto l’imprenditore si trova sovraccarico e le persone possono apparire poco autonome.
Per questo, quando affronto un problema organizzativo,mi chiedo
Perché queste persone non si prendono responsabilità?
Abbiamo (ho) costruito un’organizzazione nella quale le persone possono realmente prendersi responsabilità?
E forse, prima di cercare nuove persone, nuovi incentivi o nuove procedure, vale la pena rispondere a queste due domande.
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